lunedì 2 giugno 2014

L'arte della tessitura

La veste intrecciata fu prima del panno tessuto. Il tessuto seguì al ferro, perché col ferro si appronta il telaio, né altrimenti si possono foggiare arnesi così levigati, spole, fusi, navette e rulli sonanti. E a filare la lana natura costrinse gli uomini prima che il sesso femmineo:

Nexilis ante fuit vestis quam textile tegmen.
Textile post ferrumst, quia ferro tela paratur,
nec ratione alia possunt tam levia gigni
insilia ac fusi radii scapique sonantes.
Et facere ante viros lanam natura coegit
quam muliebre genus:

V, vv. 1350-1355 (p. 409)
 
Sono qui nominati, in pochi versi, una grande quantità di elementi dai quali si evince la profonda cultura tessile della società romana. Innanzitutto è bene distinguere il concetto di intrecciatura da quello di tessitura; la prima consiste nel torcere insieme elementi lunghi, sottili e flessibili, tecnica diffusa non solo nel genere umano, come dimostrano per esempio i nidi costruiti dalle Ploceidae, una famiglia di piccoli uccelli passeriformi. La tessitura è d'altra parte una particolare modalità nella quale su una base di fili paralleli (fili di ordito) viene intrecciato perpendicolarmente il filo di trama. Si conservano testimonianze di quest'arte fin dai tempi neolitici. Le prime intelaiatura consistevano in un rettangolo costruito con rami di legno disposto verticalmente; i Romani utilizzavano spesso telai verticali nei quali i fili di ordito erano tenuti in tensione da dei pesi attaccati in posizione terminale. L'impiego del ferro inoltre permise il perfezionamento di alcuni elementi indispensabili per questa lavorazione: le navette per esempio erano inizialmente costituite essenzialmente da un legnetto. Altro importante lavoro domestico era la filatura della lana che consisteva in due processi: la torsione e la stiratura del filo. Rocche e fusi erano realizzati con una vastissima gamma di materiali (ambra, legno, osso, avorio, giaietto) molti dei quali facilmente deperibili  
 
Nella letteratura classica il telaio viene spesso associato alla figura omerica di Penelope (Palazzo Petrucci, Siena).

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